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Hummous del disoccupato

15.09.2013

Questa mattina sono arrivata in ufficio e mi sono licenziata.

Con grande dispiacere perché a me fare l’assistente personale e/o il direttore amministrativo, due ruoli che ho ricoperto negli ultimi 13 anni, è sempre piaciuto: mi piace la vita d’ufficio, mi piace avere la mia scrivania, i miei dossier, ordinatissimi, con i dorsi coordinati per argomento/anno, mi piace avere responsabilità: persone, progetti, procedure, mi piace capire come far funzionare tutto al meglio. Più di tutti mi piacciono bilanci, liquidità e budget, lo scheletro di ogni attività, da quelle da freelance ad aziende con giri d’affari milionari.

Cosa non mi piace è fare l’impiegata che esegue ordini e non ci deve mettere del suo. Sono una creativa e quindi voglio inventare e trovare soluzioni, non farmele dare dagli altri.

Quando ho iniziato a lavorare in questo ufficio, esattamente 13 mesi fa, c’era una bella atmosfera di speranza tipica delle start-up. Tutti avevano voglia di contribuire, tutti proponevano e tutti venivano ascoltati. Poi, come ahimé succede in tante start-up, il progetto non ha preso piede. Gli investitori si sono ritirati, i clienti non hanno passato importanti commesse e quindi l’atmosfera è molto cambiata: gli animi si sono scaldati e gli stipendi si sono abbassati. E il mio ruolo è diventato quello dell’impiegata che fa fatture e chiama i clienti insolventi.

Quindi mi sono licenziata. E sono andata da Hummous Yossef a festeggiare.

hummousQuesta foto vi è piaciuta un sacco: non so se per il piatto o per la notizia delle dimissioni, ma insomma, nel giro di poche ore ha ricevuto un sacco di like e commenti. Quindi ecco la ricetta dell’hummous che ho mangiato oggi.

HUMMOUS DEL DISOCCUPATO

1/2 kilo di ceci messi a bagno 12-16 ore e cucinati fino allo sfinimento (mezz’ora? un’ora? devono essere proprio molli, molli. Man mano che vengono a galla bucce e schiumetta toglietele).

Scolate (tenete un po’ di acqua da parte) e passate i ceci: per i puristi con il passaverdure, se invece siete di fretta anche il mixer va benissimo. Se potete fate riposare una mezzoretta.

Rimettete nel mixer con sale, un paio di spicchi d’aglio e thina (a piacere, il gusto è strano quindi mettete e assaggiate), Tamir ci mette anche un pochetto di cumino.

Aggiungete il succo di un limone, lentamente, e un po’ di acqua tiepida della cottura. Continuate a lavorare fino a che non arrivate ad una consistenza cremosa.

Come si serve.
Se vi piace liquido (quello della mia foto lo è abbastanza) mettetelo in un piatto fondo, condite con un po’ di paprika o cumino, prezzemolo, olio d’oliva e sale. Potete anche aggiungere un cucchiaio di thina pronta (quindi con aggiunta di acqua e limone, non direttamente dal barattolo come quella che avete messo nel mixer).

Se invece vi piace solido, piazzatene una bella quantità in un piatto piano e con il dorso di un cucchiaio spalmatelo con movimento circolare. Condite come sopra.

Hummous

Photo Courtesy of Paul Goyette


(vedete in questa foto che aria più solida ha?)

Accompagnamento
Pita mediorientale (quelle che si aprono), insalatina pomodoro-cetriolo-cipolla rossa tagliati fine, piatto di olive, cetrioli in salamoia e per chi ama, cipolla cruda!

Per il resto che vi devo dire? Mi prendo una settimana di riflessione, approfittando della visita della mia mamma. In linea di massima però mi dedicherò a far crescere la mia attività di Social Media Doula e cercherò di non mangiare troppo hummous e non passare troppo tempo a leggere blog che ne parlano